Mostra “I muri parlano”

Ogni 3 giorni, in Italia, una donna viene uccisa. Di questo inquietante e tragico fenomeno, più della cronaca, possono dire i numeri. Numeri luttuosi ma anche numeri di speranza, quelli raccontati troppo poco, che parlano dell’impegno e dell’attivismo di donne che aiutano le donne.

Gli antidoti e gli anticorpi per la violenza di genere 

Linguaggio di genere Immagina un linguaggio oltre gli stereotipi, che riconosce, valorizza e rispetta le donne, che non è sessista e non discrimina. Questo è il linguaggio di genere. Noi lo adottiamo e ci aspettiamo che lo facciano tutti coloro che possono influenzare l’opinione pubblica. Empowerment femminile Avere consapevolezza di sé e poter controllare le proprie scelte è una conquista per tutti, ancor più per le donne. Lo chiamiamo empowerment, vuol dire anche continuare a crescere nella partecipazione politica e nei luoghi decisionali. E pretendere parità nella distribuzione delle risorse economiche. Studi di genere Questi studi hanno messo in luce le dinamiche socio-culturali che caratterizzano e producono le questioni di genere. La conoscenza e l’analisi ci consentono di disinnescare i meccanismi oppressivi della società patriarcale. Educare alle differenze L’educazione è soprattutto avere la possibilità di crescere attraverso l’esperienza e il confronto con chi ci aiuta a riflettere in autonomia. Per questo sosteniamo l’educazione alle differenze di genere, perché fa vedere oltre gli stereotipi e pregiudizi su femminilità e mascolinità e insegnano il rispetto. Informazione, sensibilizzazione, comunicazione Per affrontare una discussione sulla violenza sulle donne bisogna avere coraggio e argomenti. Per fortuna c’è chi porta una formazione specializzata nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro. Non solo: ci sono formazioni per i professionisti dei media e per tutte le figure professionali, come forze dell’ordine o operatrici socio-sanitaria, coinvolte nel percorso di uscita dalla violenza. Sostegno  ai Centri antiviolenza I Centri antiviolenza sono stati la risposta delle donne alla violenza e da oltre trenta anni sono il riferimento più importante, spesso l’unico, per le donne che chiedono aiuto. La loro esperienza è preziosa e i servizi specializzati che offrono devono essere sostenuti dalle istituzioni. Politiche coordinate contro la violenza Comune, forze dell’ordine, ospedali, Asl e i vari presidi del distretto socio-sanitario devono dialogare e coordinarsi nel sostenere la donna nel suo percorso di uscita dalla violenza. Questo è il senso delle politiche coordinate che devono garantire il diritto alla protezione. Dignità lavorativa delle donne La piena uguaglianza tra donne e uomini è ancora una chimera, in particolare se si tratta di lavoro e di salari. Ma la dignità lavorativa resta un obiettivo, a cominciare dalla richiesta di più strumenti di conciliazione fra vita e lavoro e di contrasto agli innumerevoli casi di mobbing che ogni giorno si verificano ai danni delle lavoratrici. Attuazione della Convenzione di Istanbul La Convenzione di Istanbul è stata fondamentale per l’attuazione di politiche coordinate in contrasto alla violenza sulle donne. Ma ora bisogna implementarla. Non con iniziative d’emergenza, ma superando le incongruenze tra codici civili, penali e procedurali, sistematizzando la raccolta dei dati e istituendo un osservatorio sul femminicidio. Autodeterminazione L’autodeterminazione è stata una delle rivendicazioni fondamentali delle donne. Eppure ancora oggi non è ancora scontato che una donna possa decidere in autonomia del proprio corpo, della sessualità, della gestione della propria vita. L’obiezione di coscienza nel servizio sanitario nazionale, così come la cronica carenza di nidi pubblici, ostacolano, a tutti gli effetti, la libera scelta delle donne rispetto alla maternità.

Attenzione: a causa delle più recenti disposizioni riguardanti la limitazione del contagio da Covid-19 e data l’espressa ordinanza del sindaco Virginio Merola, entrata in vigore in data 12 novembre, non ci sarà possibile allestire la mostra in Piazza Re Enzo, speriamo di poterla condividere con tutte e tutti il più presto possibile dandole lo spazio che merita.

SEZIONE

MOSTRE

QUANDO

25/11/2020 — 10/12/2020
07:00 — 22:00

DOVE

Causa Covid non si terrà la mostra in Piazza Re Enzo