“Perché contare i femminicidi è un atto politico” di Donata Columbro

Perchè contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, 2025, Feltrinelli Editore.

Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico.
In Italia, non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri?
In Perché contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati, decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia una questione di potere e resistenza.

Nel libro, Columbro, ha intervistato le socie e volontarie di Casa delle donne per non subire violenza che, dal 2005, lavorano in maniera volontaria e con approccio femminista e transfemminista nel Gruppo di ricerca sui femminicidi in Italia. Il Gruppo raccoglie, anno per anno sulla stampa i dati relativi ai femminicidi  costituendo una delle prime associazioni femministe e Centro Antiviolenza ad aver compreso l’importanza di contare i femminicidi per porre nel linguaggio dell’opinione pubblica e delle istituzioni la violenza di genere come fenomeno strutturale della nostra società.

Dialogano con l’autrice Donata Columbro:

Giulia Sudano e Giuditta Bellosi, Period Think Tank

Anna Pramstrahler, Casa delle donne per non subire violenza APS e Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio leg. 2013- 2018

Francesco Gosetti, Ricercatore Istat – Struttura “violenza, sicurezza e statistiche giudiziarie”

Giulia Bernagozzi, Anci Emilia Romagna 


In collaborazione con Period Think Tank

SEZIONE

LIBRI

QUANDO

03/12/2025
17:00 — 19:00