Il festival
Venti di libertà
Da vent’anni, il Festival La violenza illustrata abita la città e il territorio metropolitano di Bologna: è un buon momento per celebrare e per tirare le somme. Nel tempo il nostro impegno ha creato occasioni di cultura, rinforzato competenze e ne ha generate di nuove. Agire contro la violenza di genere rimane però necessario, quotidiano e urgente.
Parlare di questo fenomeno come questione pubblica e politica è oggi possibile grazie al lavoro dei movimenti femministi. Le narrazioni di chi sopravvive alla violenza nascono proprio in contesti come la Casa delle donne, la quale da 35 anni è uno spazio di parola, dove è possibile nominare la violenza e combatterla su più fronti, a partire dalla prevenzione.
Il Festival nasce dalla convinzione che un cambiamento culturale profondo sia possibile solo mettendo in discussione il contesto sociale e relazionale patriarcale che rende ancora possibile e giustificabile la violenza di genere. Promuovere una cultura del rispetto, dell’autodeterminazione e della libertà per le donne significa indurre nel presente le condizioni per un futuro diverso. Proprio questo è l’obiettivo del Festival, è ciò in cui credono le nostre operatrici e che socie e volontarie fanno ogni giorno.
La pratica femminista della Casa delle donne rifiuta la disconnessione e pratica la cura e la continuità. I Centri Antiviolenza non sono infatti luoghi di assistenza, ma spazi politici dove si aprono percorsi di libertà. Ognuno di questi porta con sè il segno di lotte del passato, ma anche di trasformazioni future.
Vogliamo che il Festival sia un luogo di confronto autentico con il presente, con la città e con chi la vive ogni giorno. Un’occasione importante per rafforzare e costruire alleanze, aprire spazi di relazione e mettere in discussione sguardi, linguaggi e privilegi.
Nelle precedenti edizioni abbiamo onorato le radici dei Centri Antiviolenza, l’attivismo e la capacità delle donne di mettersi in rete. Ci siamo interrogate su cosa significhi, per una donna, sentirsi “a casa”. Abbiamo raccontato storie di resistenza delle donne nei conflitti, nei percorsi migratori, ai margini economici e sociali della nostra città. Abbiamo ricordato che la violenza di genere può assumere molteplici forme, e che nonostante tutto la presa di parola di ogni donna è parte di un processo inarrestabile e collettivo di rivendicazione.
In questa ventesima edizione, vogliamo ricordare che la corrente che ci permette di resistere e avanzare è il frutto di una conquista collettiva di libertà, di scelte quotidiane e straordinarie, della disobbedienza e dell’impegno ribelle di molte donne. I nostri venti sono infatti:
- quelli che hanno sorretto e sorreggono le voci delle donne, restituendo loro forza;
- quelli che ci permettono di arrivare ovunque: attraversare le strade delle città, dai portici fino alle periferie parlando a tutt*;
- quelli che si oppongono all’ondata di repressione e dominio sui nostri corpi e diritti fondamentali;
Sono i venti anni del Festival La Violenza Illustrata!
Anche quest’anno, Il Festival propone spettacoli, presentazioni, proiezione, seminari, laboratori, mostre e convegni. Sedici giorni di attivismo e cultura, dal 25 novembre – Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – al 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
Buon Festival. Buoni venti, che ci portino lontano.
Francesca Andalò aka Scaandalo
È un’illustratrice e grafica freelance di Bologna. Dopo gli studi in Comunicazione Visiva e Multimediale allo IUAV di Venezia, ha sviluppato una ricerca artistica che unisce colore, scrittura e sensibilità narrativa. Ama raccontare persone e momenti di quotidianità con uno sguardo intimo e vivace, tra palette pop e texture giocose. Viaggiatrice curiosa, trae ispirazione dalle storie che incontra e dalla natura che ama profondamente. Nel suo laboratorio sperimenta tra tecniche analogiche e digitali, credendo nell’illustrazione come strumento di cultura e impegno sociale, capace di promuovere uno stile di vita consapevole e rispettoso della comunità.